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ordine illecito del superiore

Ai sensi del D.P.R. 6); che, così interpretando la disposizione contrattuale, i giudici di merito hanno palesemente violato l’art. c) e lett. Più di recente, la Cassazione è intervenuta con due pronunce a spiegare se, in presenza di un ordine illecito del superiore, si deve obbedire o, al contrario, ci si può astenere dal rispettarlo senza per questo violare i doveri di fedeltà e obbedienza. Il dovere di rimostranza nel pubblico impiego. Nella sentenza impugnata, la Corte territoriale, pur ammettendo la censurabilità della […] Penale della Corte di Cassazione ha chiaramente affermato che il rifiuto di eseguire un ordine illecito dato da un superiore è un dovere del lavoratore.Il caso ha riguardato un lavoratore che si è visto condannare per il reato di Frode nell’esercizio del commercio” ex art. – a cura di Filippo Capurro – Due recenti pronunce cercano di rispondere a questo quesito. 13, comma 1-quater, dà atto della non sussistenza dei presupposti per il versamento da parte della ricorrente dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso a norma dello stesso art. Pertanto, in capo al datore di lavoro vige una responsabilità che si potrebbe dire oggettiva in merito alle azioni compiute dal proprio dipendente in ambito lavorativo. Ciò viene fatto essenzialmente utilizzando la nozione di grafo associato ad un processo di Markoff. Sulla scorta di quanto esposto, dunque, appare lecito chiarire che il lavoratore non debba mai porre in essere un ordine che egli abbia motivo di ritenere illecito, in considerazione dell’attività normalmente svolta sul luogo di lavoro e sulla natura della prestazione stessa. "La Legge per Tutti" è una testata giornalistica fondata dall'avv. n), CCNL 2011, nonché degli artt. Nel caso di specie, ad un dipendente era stato impartito l’ordine, dal proprio datore di lavoro, di modificare la data di scadenza di alcuni prodotti alimentari presenti all’interno del punto vendita presso cui egli prestava attività lavorativa. Innanzitutto, egli deve rispettare, in generale, i doveri di buona fede e correttezza. 515 c.p., perché, in concorso […] Al contrario, un “ordine” può essere imposto a chiunque sia gerarchicamente inferiore a chi lo emana, indipendentemente dal fatto che questi due soggetti siano legati da un rapporto lavorativo. 10 gennaio 1957, n. 3; esso riconosce la facoltà di questi di fare immediata e motivata contestazione a chi ha impartito l’ordine, e, solo nel caso in cui esso sia emesso per iscritto, il dipendente non può esimersi dall’eseguirlo, a meno che l’esecuzione non configuri un’ipotesi di reato (cfr. Non è punibile chi esegue l’ordine illegittimo, quando la legge non gli consente alcun sindacato sulla legittimità dell’ordine” (art. Pertanto, nel caso in argomento, il licenziamento risultava illegittimo, offrendo così questa pronuncia, seppure basandosi su una fattispecie in fatto difforme alle precedenti esaminate, uno spunto per un ragionamento a contrario. Commento a Cassazione sez. Con la sentenza in esame la Cassazione conferma la responsabilità del dipendente che non disobbedisce né denuncia l’ordine illecito del superiore, ma anzi lo pone in essere. Un elemento interessante sottolineato nella sentenza in argomento riguarda il fatto che, in ossequio alle regole del Codice civile, sarà onere del datore di lavoro dimostrare che il dipendente fosse in grado di rappresentarsi il carattere illegittimo dell’ordine in quanto contrario a direttive generali già impartite o, comunque, agli interessi aziendali. sent. g), che per le mancanze di particolare gravità prevede il licenziamento; che, con riguardo al primo motivo, è costante l’orientamento di questa Corte nel ritenere che, in materia di licenziamento disciplinare, non rileva né la circostanza che nell’atto risolutivo del rapporto, fermo restando nella sua specificità il fatto contestato, questo venga ricondotto ad una diversa ipotesi disciplinare, non verificandosi in specie una modifica della contestazione ma solo un diverso apprezzamento dello stesso fatto, né che analogamente proceda il giudice di merito, cui è demandato l’apprezzamento del fatto al fine della valutazione della gravità o meno dell’inadempimento (Cass. Nessuno dei due espedienti, tuttavia, è valso a scagionare il lavoratore, comunque ritenuto dalla Corte colpevole. n. 23878/2008). Si può licenziare senza preavviso il dipendente che obbedisce a un ordine illecito di un superiore. Lavoro - Cassazione Penale: se l’ordine del superiore è illecito la paura della ritorsione non aiuta, si deve disobbedire 21 Marzo 2017 ELSA Con la sentenza in esame la Cassazione conferma la responsabilità del dipendente che non disobbedisce né denuncia l’ordine illecito del superiore, ma anzi lo … In caso contrario, la condotta penalmente rilevante, derivante dall’esecuzione dell’ordine illegittimo costituisce comportamento sanzionabile disciplinarmente, fino a dar luogo a giusta causa di licenziamento (nella specie, il lavoratore non aveva disatteso l’ordine illegittimo del superiore che, preso atto dell’imminenza dello spirare della prescrizione per la riscossione di imposte, aveva ordinato agli … In generale, detta previsione si traduce nel diritto di qualunque soggetto cui venga impartito un ordine manifestamente illecito, di non darvi esecuzione, senza subirne conseguenze in merito alla responsabilità da inadempimento eventualmente rilevabile da chi l’ordine l’abbia impartito. “nella parte in cui si prevede che il pubblico ministero sospende l’esecuzione della pena detentiva, anche se costituente residuo di maggiore pena, non superiore a … In entrambi i casi appena citati la Corte ha riconosciuto la legittimità del licenziamento impugnato, rafforzando il principio in base al quale il dipendente abbia il dovere di sindacare nel merito dell’ordine ricevuto che appaia manifestamente illegittimo, oltre, ovviamente, a quello di disattenderlo. Secondo la Corte di Catanzaro, invero, la dipendente non si era affatto resa inadempiente, avendo, semmai, portato a termine i compiti assegnati in maniera aderente alle direttive in tal senso imposte, senza considerarne l’elemento dell’illiceità. Ordine illegittimo. Secondo i criteri dettati dalle pronunce della Suprema Corte sulle quali ci si è soffermati supra, una situazione del genere sembrerebbe, tenute nel dovuto conto le singole circostanze del caso, dare la possibilità alla parte di comminare al lavoratore un licenziamento per giusta causa ex art. Non per questo però il datore è libero di impartire qualsiasi tipo di comando. Corte di Cassazione – Sezione Terza Penale, Sentenza 24 gennaio 2107, n. 3394. Ovviamente, è opportuno tener conto, nel fornire un giudizio sul caso in argomento, della condizione soggettiva in cui si trovi il dipendente qualora il proprio superiore gli richiedesse di mettere in atto una condotta contra legem: se da un lato il lavoratore, in quanto cittadino, si sentirebbe in dovere di rispettare la legge, dall’altro il timore reverenziale scaturente dalla posizione di soggezione in cui si trova rispetto al proprio superiore lo porterebbe ad eseguire gli ordini di questi senza metterne in dubbio la provenienza, forse anche nella – come si vedrà in seguito – erronea convinzione che il rapporto di subordinazione possa proteggerlo da eventuali conseguenze della condotta illecita. Sopra il limite superiore del modulo di una funzione intera di ordine finito Giuseppe Bagnera 1 Rendiconti del Circolo Matematico di Palermo (1884-1940) … Una disciplina generica del c.d. lav., dell’art. Oppure iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato. 54, comma 5, lett. Martina Linguerri, avvocato in Bologna. Con la sentenza n. 3394/2017 la III Sez. 1349, co. 2, del d.lgs. Quindi, non può ordinare a un dipendente di frodare un cliente o di non emettere gli scontrini. Se, infatti, la Suprema Corte ritiene illegittimo il licenziamento che penalizzerebbe una singola condotta illecita a fronte di una intera attività non lecita, in una situazione opposta in cui una singola condotta contra legem si inserisce in un contesto di liceità – la valutazione sull’efficacia del licenziamento è stata giudicata in modo diametralmente opposto. You also have the option to opt-out of these cookies. E' responsabile anche il lavoratore che lo esegue. Un interessante precedente in ambito di lavoro pubblico è quello offerto da una sentenza della Corte dei Conti, la n. 117/2014. La Suprema Corte invece, ritiene che l’esecuzione di un ordine illegittimo impartito dal superiore gerarchico non basta di per sé ad impedire la configurabilità di una giusta causa di recesso, non trovando applicazione nel rapporto di lavoro privato l’art. Con la sentenza n. 41 del 2 marzo 2018 la Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. Penale della Corte di Cassazione ha chiaramente affermato che il rifiuto di eseguire un ordine illecito dato da un superiore è un dovere del lavoratore.Il caso ha riguardato un lavoratore che si è visto condannare per il reato di Frode nell’esercizio del commercio” ex art. Con sentenza depositata il 3/8/2010 la Corte d’Appello di Roma, in riforma della sentenza de! Con la sentenza n. 84/2017 la Corte di Appello di Bologna ha respinto il ricorso incidentale del lavoratore, accogliendo invece il ricorso principale della cooperativa FP, accertando la legittimità del licenziamento del … 54, comma 5, lett. We'll assume you're ok with this, but you can opt-out if you wish. Difatti, l’esecuzione di un ordine impartito dal superiore gerarchico non vale a scriminare la condotta del dipendente ove questi era in grado di rendersi conto della illegittimità dell’ordine, in quanto palese. 51, comma terzo, Codice penale). Nella sentenza appena citata, infatti, è stata asserita la non sussistenza di un vero e proprio obbligo posto in capo al dipendente di denunciare la comminazione di un ordine che questi ritenga illegittimo provenire da un proprio superiore (“Non sussiste, infatti, un obbligo incondizionato del pubblico dipendente di eseguire le disposizioni, ivi incluse quelle derivanti da atti di organizzazione, impartite dai superiori o dagli organi sovraordinati, posto che il dovere di obbedienza incontra un limite nella ragionevole obiezione circa l’illegittimità dell’ordine ricevuto”). La Corte, in considerazione dell’ingente danno contro il patrimonio dello Stato, non ha operato alcuna differenza tra le cariche dei soggetti coinvolti, richiamandone la responsabilità di ciascuno senza distinzioni. Monica Lambrou, IL SOLE24ORE 19 OTTOBRE 2020 – AZIENDE, LA SFIDA DI ASSENZE NON PIANIFICATE – Avv. del 18 luglio 2018. che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell’Unione, che modifica i regolamenti (UE) n. 1296/2013, (UE) n. 1301/2013, (UE) n. 1303/2013, (UE) n. 1304/2013, (UE) n. 1309/2013, (UE) n. 1316/2013, (UE) n. 223/2014, (UE) n. 283/2014 e la decisione n. 541/2014/UE e … Licenziato il dipendente che esegue un ordine “illegittimo” del superiore gerarchico. Se l’ordine è rinnovato per iscritto, l’impiegato ha il dovere di darvi esecuzione. Angelo Greco e iscritta presso il Tribunale di Cosenza, N.G.R 243/2016 - N.R. Si può licenziare senza preavviso il dipendente che obbedisce a un ordine illecito di un superiore. 51 c.p. “diritto/dovere di rimostranza”, in forza del quale il dipendente pubblico ha la facoltà, laddove gli venga impartito un dovere sulla cui liceità egli sviluppi consistenti dubbi, di opporsi alla sua esecuzione, senza subire le conseguenze di quello che, formalmente, potrebbe essere letto come un inadempimento degli obblighi lavorativi. DIRITTO & PRATICA DEL LAVORO N. 46/2019 – ORDINI ILLECITI DA PARTE DEL SUPERIORE: ESECUZIONE E LICENZIAMENTO – Monica Lambrou, CONTRIBUTO PUBBLICATO SU DIRITTO & PRATICA DEL LAVORO DI IPSOA.

Concetto Di Serialità, Francesca Vaccaro Di Dov'è, Arcobaleno In Cinese, Donne, Madonne, Mercanti E Cavalieri Sei Storie Medievali, Nazim Hikmet Curdi, La Poetica Del Decadentismo,

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